Nella New York degli anni Cinquanta, il giovane e squattrinato Marty Mauser lavora come commesso in un negozio di scarpe, ma brama di diventare un campione di ping pong, sport per il quale nutre una vera e propria ossessione. Un’ossessione che lo porterà ad affrontare una marea di vicissitudini in giro per il mondo, senza perdere mai la voglia di raggiungere il suo agognato sogno.
Il 41enne regista, sceneggiatore e montatore Josh Safdie interrompe lo storico sodalizio con il fratello Bennie, con il quale aveva diretto tutti i suoi precedenti film, e firma la sua prima opera in solitaria ispirandosi alla vita del leggendario giocatore di tennistavolo Marty Reisman (1930-2012).
Sulle prime Marty Supreme potrebbe sembrare una sorta di Rocky del ping pong, ma più ci si inoltra nella storia, più emerge con forza lo stile anticonformista e vorticoso dell’autore di Diamanti grezzi. In circa centocinquanta serrati minuti il regista newyorkese scuote e rivolta come un calzino il sogno americano, svela il lato peggiore del capitalismo e dell’individualismo, racconta l’ambizione come carburante per compiere prodigi e – al tempo stesso – alimentare tendenze autodistruttive.
E, in più, serve su un piatto d’argento a Timothée Chalamet un personaggio di grande spessore, cui l’attore americano sa donare profondità, carisma e una faccia da schiaffi. Affascinante e cinico, talentuoso e imbroglione, coraggioso e arrogante, il Marty Mauser plasmato da Safdie e Chalamet è un antieroe contraddittorio che prende a morsi la vita, travolge chiunque passi sul suo percorso e cammina verso la meta come un funambolo sprezzante del pericolo, oscillando continuamente tra successo e fallimento.
Ambientato negli anni Cinquanta, ma accompagnato da una sorprendente colonna sonora anni Ottanta che si sposa al bacio con la vita arrembante del protagonista, Marty Supreme risucchia lo spettatore nel turbinoso susseguirsi degli eventi grazie a un ritmo frenetico e ansiogeno (altro marchio di fabbrica di Safdie), regalandoci un crescendo finale scoppiettante come uno scambio di ping pong.
E nella girandola di imprevisti ed emozioni, entrano ed escono di scena una serie di personaggi di contorno ben scritti e altrettanto ben interpretati, dalla diva in declino della rediviva Gwyneth Paltrow all’imprevedibile Rachel dell’ottima Odessa A’zion, fino al folle e minacciosissimo gangster di Abel Ferrara.
Voto: 4/5
Marty Supreme, USA, 2025. Regia: Josh Safdie. Interpreti: Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion, Kevin O’Leary, Fran Drescher, Sandra Bernhard, Abel Ferrara. Durata: 2h e 29’.






