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IL GLADIATORE II. RECENSIONE

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Sedici anni dopo la morte del leggendario Massimo Decimo Meridio, Roma è oppressa dal governo tirannico degli imperatori fratelli Geta e Caracalla. Almeno finché all’ombra del Colosseo non giunge Annone, uno schiavo proveniente dalla Numidia con un passato legato alla città capitolina, che in breve tempo si impone come valoroso gladiatore facendo breccia nel cuore del popolo romano.

L’inesauribile 87enne Ridley Scott – autore di ben otto film negli ultimi dieci anni – torna nella Roma imperiale per generare il seguito di uno dei più grandi successi della sua lunga carriera, dimostrando senza dubbio di essere ancora un maestro nel dirigere scene d’azione. Il gladiatore II è difatti un tripudio di sequenze di battaglia mirabolanti, combattimenti efferati e duelli all’ultimo respiro, che infondono un certo ritmo alle due ore e mezza di visione e che basteranno probabilmente a soddisfare quella fetta di pubblico in cerca di un po’ di adrenalina, fragore e botte da orbi. Ma uno spettatore un tantino più esigente faticherà ad accontentarsi e a chiudere un occhio di fronte ai numerosi difetti che affliggono il racconto.
Dotato di una struttura narrativa praticamente simile a quella del capostipite, che pone pertanto il film a metà strada tra il sequel e il remake, Il gladiatore II ha il suo tallone d’Achille nella sceneggiatura di David Scarpa, già collaboratore di Scott – con esiti non esaltanti – in occasione di Tutti i soldi del mondo (2017) e Napoleon (2023). Tutta la storia ruota intorno a un colpo di scena da soap opera (Annone è in realtà Lucio, figlio di Lucilla e nipote di Marco Aurelio, nonché figlio illegittimo di Massimo), cui fanno seguito sviluppi prevedibili, conditi di dialoghi che non fanno mai breccia e riflessioni sul potere quasi sempre prive di profondità.
Come se non bastasse, Scott ci mette del suo infarcendo la pellicola di eccessi e chiedendo al pubblico un enorme sforzo di sospensione dell’incredulità. Perché se è vero che licenze storiche ed esagerazioni in un film del genere fanno parte del gioco e vanno accettati, diventa altrettanto complicato non storcere il naso al cospetto di scimmie iperaggressive dalla dentatura alla Alien, scene di combattimento da videogame, squali che nuotano nel Colosseo durante una naumachia, gladiatori con l’hairstyle da rapper o da rockstar.
L’ultima fatica del cineasta britannico, per di più, non riesce a trovare un valore aggiunto nemmeno nel cast. Paul Mescal se la cava ma non ha il carisma di Russell Crowe, Joseph Quinn (Geta) e Fred Hechinger (Caracalla) incarnano villain senza spessore e Denzel Washington, nei panni sgargianti del machiavellico Macrino, non riesce – e non può – da solo alzare l’asticella.

Voto: 2/5

Il gladiatore II (Gladiator II), USA-Regno Unito, 2024. Regia: Ridley Scott. Interpreti: Paul Mescal, Pedro Pascal, Denzel Washington, Connie Nielsen, Joseph Quinn, Matt Lucas, Fred Hechinger, Derek Jacobi. Durata: 2h e 28’.

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