Pietro (Stefano Accorsi) è un uomo di mezz’età con alle spalle un grave lutto, la morte di sua moglie. Una tragedia che si è ripercossa anche sulla figlia adolescente Sofia (Ginevra Francesconi), che mal sopporta la nuova compagna del padre Chiara (Thony), con cui Pietro sta provando a ricostruirsi una vita. Una sera, dopo l’ennesimo litigio con Chiara, Sofia compie un inconsulto gesto di rabbia che metterà a repentaglio non solo il proprio futuro, ma anche il profondo legame con il suo papà.
Dopo il successo di Mia (2023), il 59enne Ivano De Matteo torna a raccontare un’adolescente dei nostri giorni e il suo rapporto con il padre, traendo ispirazione dal romanzo Qualunque cosa accada di Ciro Noja, il cui adattamento per il grande schermo è firmato dallo stesso regista romano con Valentina Ferlan. Una storia che permette a De Matteo di riaprire un altro discorso già affrontato nel 2014 con I nostri ragazzi, film in cui si focalizzava sui dilemmi morali di alcuni genitori alle prese con uno sconvolgente delitto compiuto dai giovanissimi figli.
L’incipit di Una figlia è di quelli intriganti: con poche pennellate De Matteo dipinge il precario ménage familiare dei protagonisti e costruisce un notevole crescendo di tensione che culmina nel crimine compiuto da Sofia. Un crimine che catapulta lo spettatore nell’universo carcerario minorile, descritto dall’autore con accuratezza, mentre fuori dalle sbarre Pietro ingaggia una vera e propria lotta interiore. De Matteo sfiora appena il circo della gogna mediatica, evita di giudicare i personaggi e dirige con mano esperta, finché un colpo di scena nel cuore del racconto – Sofia è inaspettatamente incinta – non sposta l’attenzione dal dramma interiore che Pietro e sua figlia stanno vivendo.
L’attesa della bimba che la giovane porta in grembo è il pretesto per invertire la parabola discendente di Sofia, che intraprende così un percorso di rinascita, ma è anche una sorta di punto di non ritorno per il film, che non approfondisce più le tematiche sollevate nella prima parte.
Quando scorrono i titoli di coda ci si rende conto che manca qualcosa, che non abbiamo conosciuto fino in fondo Sofia e Pietro. Avremmo voluto addentrarci nelle pieghe del loro legame, sapere di più dell’elaborazione di un lutto doloroso che entrambi si portano dentro da anni. Sarebbe stato importante insinuarsi nel groviglio di tormenti che attanaglia Sofia dopo l’omicidio di Chiara, entrare in contatto con l’altalena di pensieri ed emozioni contrastanti che travolgono papà Pietro. E invece Una figlia resta soltanto un film scorrevole e con alcuni spunti di interesse, che manca l’obiettivo più importante: scavare nelle menti e nelle anime dei suoi protagonisti.
Voto: 2,5/5
Una figlia, Italia, 2025. Regia: Ivano De Matteo. Interpreti: Stefano Accorsi, Ginevra Francesconi, Michela Cescon, Thony. Durata: 1h e 43’.






