Parigi, settembre 1977. Durante gli ultimi giorni della sua tumultuosa e straordinaria vita, la celebre cantante lirica Maria Callas – ormai lontana dalle scene e dipendente dai farmaci – ripercorre le fasi salienti del proprio percorso esistenziale, circondata dalle cure dei suoi fedeli domestici Ferruccio e Bruna.
L’acclamato autore cileno Pablo Larraín chiude un’ideale trilogia sulle donne iconiche del Novecento iniziata con Jackie nel 2016 e proseguita con Spencer nel 2021, e ci immerge nell’universo interiore della più grande e amata cantante d’opera di tutti i tempi attraverso il suo stile registico inconfondibile e il consueto approccio anticonvenzionale al biopic.
Oscillando continuamente tra presente e passato, realtà e immaginazione, ricordi e allucinazioni e, soprattutto, tra la Callas e Maria, il film si addentra nel lato più umano della diva lasciandola, tuttavia, avvolta in un sottile velo di inafferrabilità. E ci riesce anche grazie alla performance di un’Angelina Jolie ispiratissima, capace di abbracciare le fragilità e i tormenti, la sensibilità e la forza dell’indimenticabile soprano a tal punto da scomparire nel personaggio.
Larraín scruta nella giovinezza travagliata di Maria e nella sua burrascosa relazione col miliardario Onassis, indaga il suo legame viscerale con il palcoscenico, si interroga sul suo rapporto con gli ammiratori adoranti e i devoti domestici, esplorando una vita diventata un tutt’uno con le tragedie che la Callas ha interpretato sulla scena e aprendo, contemporaneamente, a una più ampia e universale riflessione sul declino dell’artista e le sue inevitabili conseguenze.
Com’era accaduto in Spencer i dialoghi di Steven Knight aggiungono sapore al racconto, ma l’ultima fatica di Larraín trova spessore anche nella proverbiale cura che il regista ripone nell’ambientazione. Così il palcoscenico appare come l’eco di un lontano ricordo, dolce e struggente al tempo stesso, e il presente è in gran parte racchiuso in un’abitazione sfarzosa che ha tutte le sembianze di una prigione dorata, mentre i boulevard parigini ammantati di foglie autunnali e di colori crepuscolari si stringono intorno alle malinconie dell’ultima Callas.
Voto: 3,5/5
Maria, Cile-Italia-Germania, 2024. Regia: Pablo Larraín. Interpreti: Angelina Jolie, Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Kodi Smit-McPhee, Valeria Golino. Durata: 2h e 4’.






