Elisabeth Sparkle (Demi Moore), un’attrice hollywoodiana sul viale del tramonto, conduce un programma televisivo di aerobica. Quando il capo del network per cui lavora la licenzia per aver superato i 50 anni, la donna decide di sperimentare un siero in grado di produrre un’altra versione di sé (Margaret Qualley), molto più giovane e fisicamente perfetta.
“Hai mai sognato una versione migliore di te?”, recita accattivante e sinistra la voce nello spot che reclamizza “la sostanza” capace di donare l’eterna giovinezza. È un interrogativo provocatorio e scomodo quello che finisce per rimbombare, beffardo, nella testa della protagonista Elisabeth così come nelle menti di noi spettatori.
Ed è intorno a questa domanda pungente che la 48enne Coralie Fargeat costruisce un film affascinante e disturbante, scatenato ed eccessivo, che cita a piene mani molto cinema di Cronenberg e di Lynch, ma anche il De Palma di Carrie, i corridoi kubrickiani – lugubri e insanguinati – di Shining, nonché La donna che visse due volte di Hitchcock, che del tema del doppio (uno degli elementi portanti di The Substance) è stato il sommo cantore.
Tante fonti illustri che la regista e sceneggiatrice francese padroneggia con la stessa abilità con la quale mescola body horror e commedia nera, dramma esistenziale e splatter, generando un’opera in grado di coinvolgere, sedurre e disgustare al tempo stesso, e il cui messaggio è tanto semplice e chiaro quanto forte e spietato: nell’era della sovraesposizione delle immagini, dei modelli ammiccanti e degli schermi onnipresenti, l’ossessione per la bellezza, la paura di invecchiare e l’incapacità di accettarsi sono diventati dei mostri incontrollabili, mentre una certa scienza a (dis)servizio della società è sempre pronta a far precipitare le cose.
Il tutto condito da un’ironia graffiante e da una notevole cura estetica e scenografica, come dimostrano alcuni ambienti particolarmente evocativi, in primis quel bagno eretto a stanza dei segreti, a nascondiglio in cui mascherare i segni irreversibili del tempo o ammirare la perfezione di un corpo instagrammabile.
E se The Substance ti entra nelle vene senza mollarti nemmeno dopo la visione è anche per merito di Margaret Qualley e, soprattutto, di una grande Demi Moore, che si fa applaudire sia per la generosità con cui si è messa in gioco (molte sue colleghe rifiuterebbero certi primissimi piani) che per l’intensità della sua interpretazione. La scena – già cult – in cui si trucca, si strucca e si ritrucca fino a maltrattare, furiosa, il suo viso vale da sola il prezzo del biglietto.
Voto: 4/5
The Substance, Regno Unito-USA-Francia, 2024. Regia: Coralie Fargeat. Interpreti: Demi Moore, Margaret Qualley, Dennis Quaid. Durata: 2h e 22’.






